
Questo documento rappresenta un contributo programmatico e civile in vista delle elezioni amministrative del 2027. È il frutto di un impegno continuativo e disinteressato per Padova lungo quasi cinquant’anni, a fianco delle amministrazioni che hanno guidato la città nei suoi snodi storici: dalla collaborazione ai programmi di Settimo Gottardo (1982, 1985), Paolo Giaretta (1990), Flavio Zanonato (1992-1994, 2004, 2009) e Giustina Destro (1999), fino all’esperienza diretta nella gestione dei servizi pubblici e delle grandi trasformazioni urbane (la realizzazione del SIR 1, la rete civica wi-fi, la bonifica e copertura fotovoltaica di Roncaiette, la valorizzazione turistico-culturale della cappella Scrovegni, l’Orto Botanico, le partecipate comunali nei trasporti, ambiente, industria, cultura e soccorso pubblico con la Croce Verde).
L’intento di queste pagine non è compilare l’ennesimo elenco di grandi opere da avviare, bensì affrontare la sfida più urgente e complessa: mettere in sicurezza la gestione, garantire la sostenibilità economica delle opere in corso e ricostruire il tessuto sociale, umano e civico della nostra comunità.
SINTESI PROGRAMMATICA: LE 5 PRIORITÀ PER IL QUINQUENNIO 2027–2032
- Sostenibilità e manutenzione post-PNRR: Passare dalla frenesia dei cantieri alla garanzia di risorse correnti per l’esercizio, la manutenzione e la vivibilità dei quartieri.
- Emergenza demografica e nuovo welfare territoriale: Piano straordinario per RSA, presa in carico della non autosufficienza e piena attuazione degli Ambiti Sociali Territoriali (L.R. 9/2024).
- Diritto all’abitare e rigenerazione urbana: Contrasto alla speculazione e all’overtourism deregolamentato, rilancio dell’edilizia convenzionata e fondo rotativo per l’efficienza energetica del patrimonio esistente.
- Governo metropolitano e prossimità: Rilancio della Conferenza Metropolitana con i Comuni contermini e decentramento effettivo dei servizi secondo il principio della “città in 15 minuti”.
- Patto di cittadinanza, sicurezza e presidio del territorio: Rispetto rigoroso delle regole, reciprocità civica nei percorsi di integrazione, contrasto al degrado e restituzione dello spazio pubblico alla socialità.
1. IL QUADRO DI SCENARIO: LE TENSIONI GLOBALI SUI BILANCI LOCALI E SUL REDDITO
Il quinquennio che si apre risente delle conseguenze delle crisi internazionali, energetiche e inflazionistiche che si sono susseguite dal post-pandemia a oggi. I contraccolpi sui costi dell’energia, sull’inflazione a danno di stipendi e pensioni, sui flussi migratori e sull’emergenza climatica (ondate di calore estremo, siccità idrica e precipitazioni repentine) impattano direttamente sui centri urbani.
I Comuni non dispongono delle leve macroeconomiche per contrastare i grandi mutamenti globali, ma ne assorbono integralmente gli oneri sociali e finanziari. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha mobilitato imponenti risorse per investimenti infrastrutturali; tuttavia, ha lasciato scoperte due questioni cruciali:
- L’assoluta assenza di fondi per la spesa corrente pluriennale, indispensabile per mantenere e far funzionare le nuove opere senza mandare in dissesto i bilanci comunali.
- La trascuratezza verso bisogni sociali fondamentali e indifferibili, a partire dalla carenza di posti letto in RSA per anziani non autosufficienti e dalla messa in sicurezza termica e climatica dell’edilizia scolastica, per finire con l’abbandono di attenzione verso i giovani e l’infanzia.
2. INFRASTRUTTURE: DALLA REALIZZAZIONE ALLA GESTIONE SOSTENIBILE
Il prossimo ciclo amministrativo non sarà ricordato per l’annuncio di nuove opere, ma per la capacità di completare, collaudare e gestire quelle in cantiere. La messa a terra delle estensioni tranviarie, i cantieri viabilistici, gli interventi nell’area della Fiera, dell’Interporto, della Nuova Questura e del futuro polo ospedaliero a San Lazzaro impegnano una quota straordinaria di energie tecniche e amministrative.
Senza una rigorosa programmazione dei costi di gestione e degli standard operativi, queste opere rischiano di trasformarsi in fattori di congestione anziché di sviluppo. Per questo proponiamo:
- Una tabella di marcia vincolante e trasparente: Monitoraggio serrato dei tempi di consegna dei cantieri e dei costi di esercizio, con verifica stringente delle responsabilità e sanzioni per gli inadempimenti.
- Finanza innovativa per la transizione: Ricorso a strumenti dedicati come i Green Bond in collaborazione con CDP e BEI e valorizzazione del patrimonio pubblico per sostenere gli investimenti energetici e ambientali senza gravare sulla fiscalità ordinaria.
- Adeguamento climatico degli edifici pubblici: Un piano pluriennale di isolamento, riscaldamento e raffrescamento delle scuole di ogni ordine e grado per proteggere studenti e docenti da condizioni meteoclimatiche ormai strutturalmente mutate.
3. DIRITTO ALLA CASA, RIGENERAZIONE E COMMERCIO DI VICINATO
La dinamica immobiliare recente ha generato uno squilibrio marcato: da un lato la crescita di alloggi di lusso e di studentati privati speculativi; dall’altro la progressiva espulsione dal centro e dai primi quartieri di famiglie, giovani coppie, anziani e commercianti storici.
Allo stesso tempo, gli impegni per il consumo di suolo zero impongono di concentrarsi sul patrimonio esistente, gran parte del quale versa in classi energetiche basse (sotto la classe D).
- Piano straordinario per l’edilizia residenziale pubblica e convenzionata: Sblocco degli alloggi popolari sfitti attraverso ristrutturazioni mirate e creazione di formule abitative calmierate per i lavoratori dei servizi e le giovani famiglie con entrambi i genitori occupati.
- Regolamentazione della locazione turistica breve e gentrificazione: Contrastare lo spopolamento residenziale e l’alterazione del tessuto urbano causati dalla proliferazione incontrollata di B&B e case vacanza, riequilibrando la destinazione d’uso degli immobili nel centro storico.
- Fondo rotativo per il commercio di prossimità: I negozi di quartiere chiudono non solo per la concorrenza dell’e-commerce, ma per l’obsolescenza strutturale e impiantistica di molti locali. È necessario un fondo municipale a rotazione, unito a incentivi fiscali, per sostenere i proprietari e gli esercenti nella riqualificazione e messa a norma delle vetrine e delle attività di prossimità.
4. WELFARE TERRITORIALE, DEMOGRAFIA E COESIONE SOCIALE
Padova affronta una transizione demografica rapida: oltre un terzo dei residenti è over 65, aumentano i nuclei familiari unipersonali e contemporaneamente la presenza di nuovi cittadini immigrati si attesta attorno al 20% della popolazione. Questo scenario richiede risposte strutturate, lontane sia dall’assistenzialismo passivo sia dall’indifferenza burocratica.
- Piano per la non autosufficienza e RSA: Creazione di nuovi posti letto convenzionati a rette accessibili dedicati ad anziani non autosufficienti, malati di Alzheimer e patologie terminali, affiancati da un monitoraggio attivo per prevenire la solitudine estrema delle persone anziane che vivono sole.
- Piena attuazione degli Ambiti Sociali Territoriali (L.R. 9/2024): Dotare l’Ambito di professionisti stabili (assistenti sociali, psicologi territoriali) per coordinare la presa in carico integrata dei nuclei vulnerabili, delle donne sole con minori e dei giovani in dispersione scolastica.
- Presidi sanitari territoriali: Accelerare la piena funzionalità delle Case di Comunità per ridurre la pressione impropria sui Pronto Soccorso cittadini e garantire la continuità dell’assistenza medica di base a tutte le fasce di popolazione.
- Sussidiarietà e Terzo Settore: Valorizzare le parrocchie, gli oratori, le associazioni di volontariato e gli enti sportivi di base, che rappresentano l’argine più solido all’isolamento sociale e all’omologazione del tempo libero verso i grandi centri commerciali.
5. SICUREZZA URBANA, CURA DELLO SPAZIO PUBBLICO E INTEGRAZIONE
Lo spazio pubblico è il bene comune primario della città. Negli ultimi anni si è assistito a una progressiva privatizzazione e mercificazione degli spazi aperti, accompagnata da fenomeni di microcriminalità, spaccio, incuria e mancato rispetto del codice della strada che alimentano nei residenti un giustificato senso di insicurezza e disagio.
- Tutela dello spazio collettivo: Rivedere le concessioni di suolo pubblico per contemperare l’economia dei pubblici esercizi con il diritto alla quiete, al decoro, alla pulizia delle strade e alla libera fruizione di piazze, portici e monumenti.
- Presidio del territorio e coordinamento con le Forze dell’Ordine: Potenziare il presidio della Polizia Locale in sinergia con Prefettura e Questura, concentrandosi sui nodi sensibili (stazione, aree universitarie serali, parchi di quartiere), accompagnando l’azione repressiva a una rigorosa manutenzione urbana (illuminazione, pulizia, contrasto agli abusi).
- Integrazione basata sulla reciprocità e sul rispetto: Il dialogo con le comunità straniere deve fondarsi su regole chiare, responsabilità condivise e percorsi di cittadinanza attiva (apprendimento linguistico, rispetto del contesto normativo e civile, impegno civico e volontariato). La convivenza democratica non si costruisce con deroghe indiscriminate, ma con l’affermazione di doveri e diritti uguali per tutti.
6. GOVERNO DEL TERRITORIO: METROPOLI DIFFUSA E DECENTRAMENTO
Padova non finisce ai propri confini amministrativi: la continuità territoriale con i Comuni della prima cintura impone una scala di governo differente.
- Rilancio della Conferenza Metropolitana di Padova: Superare la contrapposizione tra capoluogo e conurbazione contermini, pianificando congiuntamente viabilità di penetrazione, trasporto pubblico locale, insediamenti commerciali e tutela delle aree verdi residue.
- Decentramento e attuazione della «Città in 15 minuti»: Ripensare le Consulte di quartiere dotandole di reali poteri istruttori e budget di spesa proporzionati alla popolazione per le manutenzioni ordinarie, il verde, i servizi scolastici e sportivi. L’accesso ai servizi anagrafici e autorizzativi deve essere semplificato, riducendo l’eccesso burocratico che oggi penalizza cittadini e piccole imprese.
CONCLUSIONE: UN PROGETTO FONDATO SULLA RECIPROCITÀ
La qualità di una civiltà urbana non si misura dal mero volume di cemento colato o dalle rendite speculative. Padova ha una storia millenaria fatta di rigore civico, solidarietà, studio e operosità.
Il programma 2027–2032 deve ridare centralità alla persona, alla famiglia, al lavoro e alla cura del bene comune. L’intervento pubblico deve tornare a svolgere la sua funzione più nobile: non mero erogatore di sussidi frammentati, ma autorevole regolatore della convivenza, custode della bellezza urbana e costruttore di coesione sociale.
Dott. Amedeo Levorato
Padova, 12 ottobre 2026
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