La pianificazione dei consumi del sistema tramviario di Padova, una ipotesi di autonomia energetica

di Amedeo Levorato*

Come è noto, nel marzo del 2007 è cominciato l’esercizio del sistema tramviario SIR 1 da Guizza a Stazione Padova con 4 rotabili, prolungato poi fino a Pontevigodarzere, raggiungendo, nella prima fase, un numero massimo di 14 rotabili in esercizio.
L’inaugurazione della linea SIR 1 completa, per una lunghezza di 10,5 km. e una spesa complessiva di circa 120 milioni di euro, inclusi depositi e uffici APS Holding,  fu celebrata nel mese di gennaio 2010.
Nel frattempo, anche per ridurre il ricorso alla produzione elettrica, con le tecnologie del tempo venne realizzato da APS Holding un impianto fotovoltaico da 1 MWp sulla discarica di Roncaiette, Lotto B, di proprietà dei 20 comuni soci del Consorzio di Bacino Padova 2, che è in funzione tuttora e garantisce una produzione nominale di circa 1 GWh/anno, pari al 20% del consumo della linea a pieno regime, potendo contare su un contributo Conto Energia 2010 per vent’anni, che anche avendo subito parziali riduzioni, vale il doppio (45 centesimi al kWh) del costo attuale dell’energia al kWh. L’impianto , realizzato con pannelli da 135 Wh, è stato ammortizzato completamente già nel 2015. Esisteva anche una ipotesi di raddoppio a 2 MWp, non perseguita per la rinuncia dell’investimento da parte di APS Holding.
L’investimento iniziale fu realizzato, su indicazione dell’allora Sindaco, per incontrare già oltre 16 anni fa, i precetti dell’Unione Europea in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Attraverso un processo realizzatosi in più finanziamenti, il progetto della rete Tramviaria padovana, denominato SMART, è stato poi integrato e finanziato integralmente nell’ambito del PNRR, con un finanziamento di 516 milioni di euro, inteso a completare la rete con le linee SIR 2 (km. 18,25) e SIR 3 (Km. 5,5), in fase di realizzazione la prima e in attesa di entrare in esercizio la seconda, per complessivi km. 23,75 (km. 34,25 di estensione totale della rete).
In tema di energie rinnovabili, il progetto SMART per queste due nuove linee prevede  l’installazione di una copertura fotovoltaica su pensiline (circa 2.052 m² per 614 kWp di potenza) nel parcheggio scambiatore del capolinea Sud-Est. L’energia generata è destinata ad alimentare direttamente parte del fabbisogno della sottostazione elettrica e dei servizi di linea. Per dichiarazione di APS Holding, l’intervento rientra nei fondi ministeriali/UE della missione Climate-Neutral and Smart Cities 2030. Inoltre, sono previste anche pensiline di fermata a energia solare (lungo la linea del SIR2): le nuove fermate lungo la direttrice Est-Ovest prevedono pannelli fotovoltaici integrati con batterie di accumulo per l’alimentazione autonoma dell’illuminazione, della segnaletica e dei display informativi. Inoltre, i nuovi convogli Alsthom a quattro casse in produzione adottano sistemi di recupero dell’energia cinetica in frenata, reimmettendola nella linea di contatto a beneficio degli altri mezzi in transito.

Ci siamo domandati se, in questa fase o anche in precedenza, non fosse conveniente valutare un modello di produzione energetica per affiancare e sostituire l’approvvigionamento di rete (il cui prezzo è volatile, come sappiamo, molto basato sull’andamento bellico in Ucraina e in Medio Oriente, in ogni caso dipendente da fornitori terzi, anche se “mitigati” dalle politiche di approvvigionamento elettrico esercitate da CONSIP per le pubbliche amministrazioni. Di fatto, oggi, il prezzo del kWh CONSIP, inclusi tutti gli elementi di costo, varia da 22 a 28 centesimi di euro per kWh.

A pieno regime con tutte le 3 linee attive e 55 mezzi assegnati, il fabbisogno elettrico complessivo del sistema SMART di Padova si attesterà tra 16 e 18 GWh annui (milioni di kWh), includendo anche circa 1,0 – 1,5 GWh/anno per i consumi fissi di terra (stazioni, segnalamento, officine e deposito principale della Guizza/Voltabarozzo). 
Considerando un prezzo dell’energia medio di 28 centesimi di euro al KWh, (PUN più oneri di trasporto), la spesa annua per l’intero sistema ammonterebbe a circa 5.000.000 di euro.
Proviamo a dettagliare questi consumi:
Fabbisogno energetico di riferimento:
– Consumo annuo di trazione (55 convogli Translohr STE3/STE4, ~3,6 mln km-vettura/anno): ~16,2 GWh/anno
– Consumi ausiliari e di terra (depositi Guizza/Voltabarozzo, fermate, segnalamento): ~1,3 GWh/anno
– Fabbisogno complessivo a regime: 17.500.000 kWh/anno (17,5 GWh/anno)
– Costo energetico annuo di riferimento (100% da rete a 0,28 €/kWh): 4.900.000 €/anno

Come rendere energeticamente autonomo il sistema SMART

Con un costo livellato dell’energia solare (LCOE) stimato a 0,06 €/kWh (CAPEX cioè investimento complessivo, ammortizzato a 20 anni + OPEX) e una valorizzazione delle eccedenze immesse in rete di 0,09 €/kWh:

ParametroBaseline (Solo Rete)Scenario A: In-situ (Tetti e Pensiline)Scenario B: Un Parco Dedicato (Pareggio 100%) nell’ex discarica di Roncaiette, Lotto A
Potenza di Picco (Ppicco)3,5 MWp14,5 MWp
Superficie occupata~18.000 – 20.000 m²~75.000 m² (~7,5 ha)
Produzione annua FV0 kWh4.200.000 kWh (4,2 GWh)17.500.000 kWh (17,5 GWh)
Autoconsumo diretto istantaneo4,2 GWh (~100%)~10,0 GWh (~57%)
Energia acquistata da rete17,5 GWh13,3 GWh7,5 GWh (fasce serali/invernali)
Costo acquisto da rete (a 0,28 €/kWh)4.900.000 €3.724.000 €2.100.000 €
Costo autoproduzione FV (a 0,06 €/kWh)252.000 €600.000 €
Ricavo vendita eccedenze (a 0,09 €/kWh)0 €-675.000 € (su 7,5 GWh immessi)
Spesa Totale Annua4.900.000 €3.976.000 €2.025.000 €
Risparmio Netto Annuo924.000 €/anno2.875.000 €/anno
Riduzione Spesa Energetica0%-18,9%-58,7%

Con lo Scenario A (3,5 MWp su coperture e pensiline dei parcheggi scambiatori, in proporzione almeno 7-8 volte le dimensioni previste dall’attuale progetto), sono richiesti:

  • Un investimento stimato (CAPEX): ~3.000.000 – 3.200.000 € (circa 850–900 €/kWp)
  • E’ previsto un risparmio netto annuo: 924.000 €/anno
  • Il tempo di rientro semplice:
    Payback≈924.000 €/anno su 3.100.000 €​≈3,3 anni

Con lo Scenario B, che prevede la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 14,5 MWp sulla discarica esaurita Lotto A di Roncaiette di 22 Ha, o altrove, per una produttività pari a 14,5 MWp in parco esteso o sito dedicato.

  • Un investimento stimato (CAPEX): ~10.500.000 – 11.500.000 € (circa 750–800 €/kWp)
  • Risparmio netto annuo: 2.875.000 €/anno
  • Tempo di rientro semplice:
    Payback≈2.875.000 €/anno su 11.000.000 €​≈3,8 anni
  • Se collegato direttamente alla sottostazione di Voltabarozzo, il costo dell’energia consumata viene sgravato dagli oneri di trasmissione, con una spesa abbastanza ridotta per la linea di collegamento

E’ possibile ipotizzare anche l’approvvigionamento notturno, con l’installazione di sistemi di batterie BESS per 6 MWh in deposito tramviario complessivi (essenzialmente con batterie nuove al sodio o al nickel, oppure anche tramite recupero delle batterie esistenti montate sui mezzi SIR 1, eventualmente integrate). Si può così modificare lo scenario B con l’impianto autonomo, estendone l’uso con le batterie di notte, assicurando alla rete una  autonomia dalla rete elettrica esistente per il 70% circa dei consumi, sia economicamente che strategicamente (rispetto a black out e altre problematiche possibili), con questi risultati:

  • Quota energia trasferita da surplus diurno a notte: ~1,8 GWh/anno
  • Risparmio differenziale con rete a 0,28 €: 1.800.000 kWh×(0,28−0,08 LCOS)=360.000 €/anno (rispetto ai 216.000 €/anno precedenti)
  • Spesa energetica totale con FV 14,5 MWp + BESS: scende a circa 1.827.000 €/anno
  • Risparmio totale complessivo: 3.073.000 €/anno (-62,7% sui costi della bolletta di trazione).
  • Payback BESS dedicato (CAPEX ~1,65 M€): scende a ~4,2 anni (comprensivo del risparmio da peak-shaving di ~35.000 €/anno).

Ecco, quindi, riepilogando,  l’analisi economico-finanziaria completa sui 20 anni di vita utile per i due scenari fotovoltaici del sistema tranviario SMART di Padova, parametrata al costo dell’energia elettrica da rete di 0,28 €/kWh (fabbisogno a regime di 17,5 GWh/anno).

Indicatore EconomicoScenario B: 14,5 MWp (Parco Dedicato / Pareggio 100%)
Investimento Iniziale (CAPEX Anno 0)11.000.000 €
Risparmio Netto Medio Annuo~2.750.000 €/anno
Flusso di Cassa Cumulato Lordo (20 anni)+54.200.000 €
Valore Attuale Netto (VAN @ 5%)+23.640.000 €
Tasso Interno di Rendimento (TIR / IRR)25,4%
Tempo di Rientro Semplice (Payback)~3,9 anni
Tempo di Rientro Attualizzato (DPB @ 5%)~4,5 anni
  • Ipotesi e Parametri Finanziari di Base
  • Costo acquisto da rete (Baseline): 0,28 €/kWh (indicizzazione conservativa: costante).
  • Ritiro Dedicato / Eccedenze immesse: 0,09 €/kWh.
  • Degrado prestazionale dei moduli FV: 0,5% annuo.
  • Costi di Gestione e Manutenzione (O&M, assicurazioni, monitoraggio):
    • Scenario A (3,5 MWp): ~42.000 €/anno (~12 €/kWp/anno).
    • Scenario B (14,5 MWp): ~145.000 €/anno (~10 €/kWp/anno).
  • Sostituzione Inverter: prevista all’anno 10 (~10% del CAPEX iniziale).
  • Tasso di Attualizzazione (WACC / Costo del Capitale): 5,0% (standard per investimenti in infrastrutture pubbliche/utility).
Considerazioni e conclusioni
  • Rendimento d’eccellenza: entrambi i progetti presentano indicatori finanziari straordinariamente solidi grazie al costo della rete di 0,28 €/kWh, che genera un differenziale di oltre 0,22 € per ogni kWh prodotto e autoconsumato.
  • Confronto tra le strategie:
  • Scenario A (3,5 MWp): Ha un rischio esecutivo minimo, usa superfici già disponibili nei depositi e parcheggi scambiatori (Guizza, Voltabarozzo, Rubano, Vigonza, Pontevigodarzere), garantisce il TIR più elevato (36,8%) e un recupero del capitale in appena 3 anni.
  • Scenario B (14,5 MWp): Richiede un impegno di capitale maggiore (11 M€), ma massimizza la creazione di valore assoluto nel lungo termine con un VAN superiore a 23,6 milioni di euro e una protezione pressoché totale dalle oscillazioni del mercato elettrico.
  • Raccomandazione Strategica di Sviluppo in Due Fasi (Fase 1 immediata su coperture esistenti + Fase 2 estesa per l’indipendenza energetica).

Questa ipotesi di lavoro potrebbe rendere il sistema SMART autonomo per circa il 70-80% dell’approvvigionamento di energia diurna e notturna; la capacità della discarica Lotto A di Ponte San Nicolò, per cui è attualmente in fase di conclusione la messa in sicurezza a suolo agricolo, permette di installare ove necessario un impianto più grande, destinando al mercato il surplus di energia ricavabile.

Un terreno costituito da un’ex discarica chiusa e messa in sicurezza è una delle migliori condizioni autorizzative e strategiche per realizzare un impianto fotovoltaico utility-scale da ~17,5 MW. La normativa italiana (D.Lgs. 199/2021 e decreti attuativi) qualifica espressamente le discariche ripristinate come “Aree Idonee” ex lege, esentandole dai divieti per fotovoltaico a terra su suolo agricolo (DL Agricoltura) e garantendo iter autorizzativi più lineari (PAS o Autorizzazione Unica accelerata) e priorità nelle graduatorie GSE.
E’ percorribile la strada di un’asta FER-X a due vie che consente anche l’allacciamento diretto privato (PPA on-site) beneficiando dell’esenzione totale da una parte consistente degli oneri di rete.

Formuliamo un fermo auspicio che APS Holding e l’Amministrazione Comunale di Padova desiderino avviare una adeguata valutazione e programmazione di questa proposta, ispirata il più possibile a quanto tracciato in questo documento – peraltro resa pubblica da almeno cinque anni dal dott. Amedeo Levorato con propri interventi pubblici – anche al fine di trasferire i risparmi di consumo sull’abbattimento delle tariffe di trasporto pubblico locale del sistema tramviario, che appare critico per la mancanza di adeguati supporti di esercizio al tram e alle aziende di TPL in generale, apportando benefici consistenti ai cittadini, o comunque riducendo sensibilmente i costi di gestione del sistema in esercizio, con la medesima finalità.
Questa soluzione si sarebbe potuta validamente inserire nel progetto PNRR, in quanto la spesa complessiva ipotizzata, 11-12 milioni di euro più un altro paio di milioni per il collegamento diretto tra impianto fotovoltaico e sottostazione Voltabarozzo, è di gran lunga inferiore, al lordo dei contributi, al risparmio generato dall’impiego dell’energia elettrica prodotta: in vent’anni almeno 55 milioni di euro.

  • già presidente e A.D. di APS Holding dal 2007 al 2014.

Padova, 28 agosto 2026


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