di Amedeo Levorato
L’articolo presenta tre pubblicazioni collettive a cui ho contribuito e hanno contrassegnato la fine del 2025, sulla base di iniziative editoriali di approfondimento, a cui ho avuto occasione di partecipare approfonditamente come promotore e autore, e che qui di seguito sintetizzo e commento, come promemoria al confronto svolto in gruppi e su temi ed argomenti che riguardano l’attualità, il nostro futuro economico e sociale, il nostro territorio veneto.

Il volume “Un sapere che appella altri saperi”, curato da Luca Borgna e Lorenzo Voltolin per la Facoltà Teologica del Triveneto, dicembre 2025, ISBN 979-12-80365-58-3, con la partecipazione di avvocati, magistrati e docenti di diritto, raccoglie gli atti di un convegno tenutosi a Padova nel novembre 2024. L’opera nasce da una questione posta dallo scrivente ad un validissimo gruppo di lavoro in ambito Facoltà Teologica del Triveneto: “le scritture bibliche e il magistero di Cristo possono essere validamente impiegati per mediare i conflitti nell’ambito del matrimonio e delle convivenze familiari?”. Vista essenzialmente dal punto dei vista degli studiosi della legge, l’opera esplora il ruolo del giurista nella risoluzione dei conflitti, con un focus specifico sulla crisi della famiglia e sulla necessità di un dialogo interdisciplinare tra diritto, teologia e scienze umane.
L’insufficienza del solo diritto e la figura del “Paraclito”
Il punto di partenza è la constatazione che le categorie giuridiche tradizionali sono spesso insufficienti per affrontare la complessità dei conflitti familiari, dove emozioni, valori spirituali e desideri giocano un ruolo cruciale.
- Massimiliano Zaniolo, magistrato e cultore della rivista “Creature”, recupera la definizione di diritto come ars boni et aequi, criticando la moderna tendenza alla giuridicizzazione neutra e avalutativa che allontana la norma dalla realtà concreta.
- Egli descrive l’avvocato come un Paraclito (ad-vocatus), colui che è “chiamato accanto” per una presa in carico globale della persona ferita.
Il limite del paradigma codicistico
L’intervento di Andrea Favaro offre una critica serrata al positivismo giuridico e al paradigma del codice, paragonato a un “letto di Procuste” che forza la realtà per adattarla a schemi rigidi.
- Favaro propone invece un’idea di diritto come inventio: il giurista deve riconoscere un ordine già esistente nella realtà e nelle relazioni umane, non crearlo artificialmente dall’alto.
- La priorità deve tornare alla persona e alla sua autonomia, elementi che precedono lo Stato e il potere legislativo.
Il dialogo tra Teologia e Diritto
Marcello Neri esamina l’evoluzione storica del rapporto tra questi due saperi, notando come la teologia si sia spesso allontanata dal diritto preferendo la filosofia.
- Tuttavia, il diritto può apprendere dalla teologia l’esistenza di un “eccedente” e il fatto che il sapere giuridico non esaurisce mai la giustizia.
- Un esempio virtuoso è la nascita della Costituzione Italiana, dove il contributo dei giuristi cattolici ha permesso di “riconoscere” una società plurale preesistente allo Stato.
- La teologia, a sua volta, impara dal diritto la necessità di tradurre la fede in religione sul piano pubblico, contribuendo a una visione di laicità che non esclude ma valorizza il vissuto religioso.
Strumenti alternativi: Mediazione e Giustizia Riparativa
La seconda parte del volume affronta prospettive più tecniche ma ugualmente orientate alla cura della relazione.
- Daniela Savio (prospettiva civilistica) evidenzia come il processo spesso aggravi i conflitti invece di risolverli, creando vincitori e vinti in un’escalation distruttiva.
- Vengono esaminati strumenti come la mediazione familiare e la negoziazione, basati sulla logica win-win (io vinco, tu vinci), che mirano a far emergere i bisogni reali e gli interessi sottostanti alle pretese legali.
- Giulia Riondato (prospettiva penalistica) illustra la rivoluzione della Giustizia Riparativa introdotta dalla Riforma Cartabia. Non si cerca solo la punizione del reo, ma la riparazione dell’offesa e il riconoscimento della vittima attraverso l’incontro e il dialogo.
Figure di sostegno e il processo canonico
Il volume conclude con riflessioni sull’accompagnamento concreto e sul diritto della Chiesa.
- Francesco Pesce delinea il ruolo dei consultori familiari di ispirazione cristiana e delle coppie tutor, sottolineando che la cura della relazione richiede una competenza specifica e una rete comunitaria che eviti l’isolamento delle famiglie.
- Luca Borgna analizza il processo canonico di nullità matrimoniale non solo come iter tecnico, ma come ricerca di senso. L’indagine sulla validità del consenso diventa per il fedele un’occasione per rileggere la propria storia e ripartire con maggiore consapevolezza di sé.
In sintesi, il volume promuove un modello di giurista umile, capace di riconoscere i propri limiti e di collaborare con psicologi, mediatori e teologi per rimettere al centro la dignità dell’uomo e la salvezza delle relazioni. Il volume è stato pubblicato e promosso dallo Studio dott. Amedeo Levorato di Padova.
Il contributo editoriale di Amedeo Levorato, datato 18 ottobre 2025, è un omaggio alla figura del Professor Maurizio Mistri, suo mentore e guida presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova. Il testo ripercorre oltre un decennio di collaborazione intellettuale e scientifica (1985-1993) focalizzata sull’analisi economica e sullo sviluppo del territorio veneto.

Uscito nel mese di ottobre il primo annuario antologico de Il Popolo Veneto (www.ilpopoloveneto.it), una storica rivista che, arrivata on line e puntualmente vitale ed aggiornata, e alimentata dal coraggioso sforzo di Massimo Toffanin e Stefano Valentini, propone in questo ponderoso volume di 487 pagine, ISBN 979-12-81759-19-0, una selezione degli articoli pubblicati a partire dal primo numero e fino alla primavera del 2025. Si tratta di un volume di quasi 500 pagine, con molte illustrazioni anche a colori, che permette di assaporare in forma cartacea – al cui fascino non si sa, né si vuole rinunciare – lo stesso spirito che anima le uscite mensili sul sito web in stimolante connubio tra storia e attualità, proposte e idee, cultura e arte.
Il limite, inevitabile, di due articoli per autore (inserirne di più avrebbe significato assemblare una piccola enciclopedia…) non sminuisce il valore della testimonianza e dell’impegno fin qui profuso a favore dell’informazione e della conoscenza. Rammentiamo in ogni caso che l’intero archivio di tutti i contributi fino ad oggi pubblicati è sempre disponibile, gratuitamente, sul sito www.ilpopoloveneto.it,
All’interno del Volume appare l’articolo “Il riuso dei luoghi dello spirito” di Amedeo Levorato, presente anche in questo blog, che può essere così brevemente riassunto.
Il saggio di Amedeo Levorato, completato nelle riflessioni urbanistiche da Ivan Iobstraibizer, affronta con urgenza il tema della dismissione degli edifici sacri, visti non solo come strutture architettoniche, ma come pilastri dell’identità urbana che oggi rischiano l’abbandono a causa della secolarizzazione. Il cuore della riflessione risiede nel paradosso di questi “luoghi dello spirito”: mentre la loro funzione religiosa originale sfuma, essi mantengono un’enorme potenzialità come centri di aggregazione sociale. Tuttavia, il processo di riconversione è ostacolato da un complesso equilibrio tra il diritto canonico, che impone il rispetto della dignità del luogo e norme rigide sulla rimozione degli altari, e la necessità civile di tutelare beni di inestimabile valore storico e artistico. Senza una pianificazione lungimirante, il timore degli autori è che queste “cattedrali di silenzio” diventino preda di speculazioni immobiliari o che si trasformino in “buchi neri” urbani, soggetti al degrado e alla criminalità.
Per contrastare questo declino, il documento propone una visione in cui l’edificio di culto ritrova una nuova missione attraverso usi “profani ma decorosi”, privilegiando attività che nutrano la mente e il benessere della comunità. Si parla quindi di trasformare navate e chiostri in biblioteche, sale da concerto o centri di assistenza per le fasce più fragili della popolazione, come anziani e studenti. Questo approccio non è solo teorico, ma trova riscontro in progetti concreti sul territorio padovano, dove la musica e la cultura diventano i nuovi custodi della sacralità dei luoghi. Un esempio significativo è il lavoro svolto sull’Oratorio di Santa Maria delle Grazie, concepito come una moderna sede orchestrale che integra tecnologie per l’efficienza energetica e il comfort acustico senza intaccare la solennità degli arredi barocchi preesistenti.
In definitiva, la proposta di Levorato è un appello a tutte le istituzioni — dalla Diocesi all’Amministrazione Comunale — affinché avviino un censimento sistematico e un dibattito pubblico sul riuso di questo patrimonio. L’obiettivo finale è una rigenerazione urbana che non sia puramente estetica o tecnologica, ma profondamente umana. Recuperare una chiesa significa, in questa prospettiva, trarre ispirazione dall’antica natura polifunzionale dei monasteri per creare spazi moderni capaci di generare ancora “comunità”, offrendo alla cittadinanza luoghi dove la bellezza e la memoria storica possano continuare a dialogare con le esigenze del presente. La rivista viene mensilmente aggiornata e può essere seguita gratuitamente on-line a questo indirizzo.

L’11 dicembre 2025 scorso, presso la Sala Paladin del Comune di Padova, alla presenza di numerosi ex-sindaci ed ex-rettori e docenti dell’Università degli studi di Padova, è stato presentato il volume commemorativo del prof. Maurizio Mistri (1942-2023), ferrarese trapiantato a Padova e recentemente scomparso, maestro e docente di economia internazionale con cui, come relatore, mi sono laureato nel febbraio 1985 con 110/110 e Lode presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Padova e con cui ho scritto diversi libri e articoli sui temi dello sviluppo territoriale, ed ho svolto per alcuni anni dal 1985 al 1990 e oltre la funzione didattica di esercitatore e cultore della materia.
Il libro, edito dalle Edizioni la Gru di Padova, ISBN 9791281847538, 256 pagine, riporta la storia della vita umane, professionale, didattica del professore, traccia dal figlio Massimiliano, e i contributi di numerose persone, docenti, amici di partito, politici e imprenditori che hanno dialogato e collaborato con il prof. Maurizio Mistri nella sua lunga vita professionale.
Il libro può essere acquistato a questo indirizzo.
Di seguito i punti salienti del percorso condiviso dall’autore con il professore:
1. Studi sull’Inflazione e Macroeconomia
- La collaborazione ebbe inizio con la tesi di laurea di Amedeo Levorato sull’inflazione, intesa come “febbre sistemica” legata alla crisi del modello di Bretton Woods e alle perturbazioni dei mercati delle materie prime.
- Insieme realizzarono la traduzione dell’opera “Teorie dell’inflazione” di Helmuth Frisch (1986) e pubblicato il volume “Tasso di Inflazione, saggio di interesse e nuova macroeconomia” per CEDAM.
- Il pensiero di Maurizio Mistri era influenzato dagli economisti austriaci e scandinavi, oltre che dai filosofi Karl Popper e Friedrich Von Hayek, coniugando rigore scientifico e interpretazione storica liberale.
2. Innovazione e Piccole e Medie Imprese (PMI)
- Tra il 1985 e il 1986, i due condussero una ricerca pionieristica pubblicata nel libro “L’innovazione Tecnologica nelle piccole e medie industrie del padovano”.
- Lo studio evidenziò profeticamente la necessità di un ambiente favorevole alla diffusione tecnologica, richiedendo defiscalizzazione degli investimenti e superamento della burocrazia, temi che sarebbero diventati centrali nella politica industriale solo decenni dopo (es. Industria 4.0).
3. Sviluppo Locale e il “Mito del Nordest”
- Amedeo Levorato e Maurizio Mistri, dopo una analisi approfondita della realtà olandese e veneta e l’esame dell’area metropolitana Amsterdam Rotterdam in collaborazione con il prof. Roberto Camagni (1947-2023), già professore emerito di Economia regionale e urbana al Politecnico di Milano, portarono avanti l’analisi della centralità dell’economia padovana nel contesto europeo, collaborando a volumi come “Il Nodo e la Rete” (1992).
- Attraverso un’intensa attività giornalistica (sul “Gazzettino dell’Economia”, “Il Gazzettino”, “il Mattino di Padova”) e il dialogo con le associazioni di categoria imprenditoriali artigiane, industriali, commercianti e PMI, contribuirono inoltre alla definizione intellettuale del “modello Veneto”, basato sullo sviluppo popolare della piccola impresa nel territorio dell’ex Serenissima.
4. Creazione di Infrastrutture per l’Innovazione
- La loro partnership è stata impiegata nel contribuire alla nascita di istituzioni chiave per il territorio, tra cui il Consorzio Padova Ricerche (1991), i Parchi Scientifici e Tecnologici VEGA (Marghera) e GALILEO (Padova), e il primo POP Internet commerciale del Veneto (1994).
In sintesi, il documento descrive un impegno scientifico e didattico profuso per decenni, e mai disgiunto dall’osservazione sociale e politica, volto a “evangelizzare” il sistema delle piccole imprese venete verso l’innovazione tecnologica e la competitività globale in un contesto economico internazionale aperto e competitivo.
Contrariamente all’apparenza, le possibilità di dialogo ed incontro sui social network e il confronto costante sui temi dell’economia, della socialità e dello sviluppo, contribuiscono a creare grandi opportunità di riflessione e collaborazione, che fanno maturare la coscienza collettiva e storica del territorio e anche l’approccio culturale della politica e dell’università ai fenomeni attuali, sia economici che geopolitici.
Padova, 26 dicembre 2025
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